Polvere sotto il tappeto

17 Aprile 2018 0

L’Italia sta davvero promuovendo l’allattamento al seno o continuiamo a subire la potenza commerciale dei grandi produttori di latte in polvere? Ancora oggi le mamme, al momento di uscire dall’ospedale dopo il parto, nella cartella delle dimissioni si ritrovano la prescrizione della marca di latte artificiale. Pratica vietata dalla legge che, però, non prevede sanzioni. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l’allattamento al seno in via esclusiva almeno fino a sei mesi, ma secondo le stime, questo accade solo per il 36% dei neonati. A crescere forte e sano per il momento è il business delle multinazionali delle formule artificiali. Secondo i ricercatori della fondazione inglese Changing Markets, tra il 2010 e il 2015 il volume d’affari è aumentato da 30 a 50 miliardi di dollari ed entro il prossimo anno potrebbe toccare i 70 miliardi. Il nuovo target sono le mamme dei paesi in cui nascono tanti bambini, in particolare in Asia. E dopo l’incidente occorso in Francia al colosso Lactalis – 35 bambini finiti in ospedale per aver bevuto latte contaminato da salmonella – ci si aspetterebbe che il latte artificiale sia tra gli alimenti più sicuri. Ma lo è davvero?

Se ne è occupato Report in questo servizio andato in onda ieri sera.
La puntata integrale qui.


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About

La dott.ssa Stefania Manetti è pediatra di famiglia da circa 30 anni (Settembre 1986) a Piano di Sorrento, nonché referente regionale ACP e Nati per Leggere.

Lavora in gruppo con la dott.ssa Clelia Dilengite e il dott. Costantino Apicella, entrambi Pediatri di Libera Scelta.

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